3 mesi di non solo amore

Diffidate da chi vi dice che sia facile perché non lo è.

È bellissimo ma faticosissimo

È divertente ma complicato

È amore ma anche frustrazione.

Superato il primo momento, subito dopo il parto, tornati a casa sono stata scombussolata da mille sensazioni ed emozioni diverse. Devo ammettere che esattamente una settimana dopo la nascita di Emanuele ho vissuto due/tre giorni davvero surreali, non riuscivo a smettere di piangere senza capire il perché di tutte quelle lacrime. Adesso so che era una conseguenza delle violente modificazioni ormonali legate al momento del parto e anche una reazione alla realtà della maternità.

Comunque dopo poco l’equilibrio è tornato e ho imparato a lasciar perdere tutto il resto, come ad esempio le faccende domestiche, così da modificare i miei ritmi per rispettare i suoi.

Devo ammettere che sono molto gelosa di lui e che chiedo difficilmente un aiuto quando ne ho bisogno, preferisco arrangiarmi da sola ecco. Emanuele è il primo nipote e questo ha generato una valanga di “devi fare così” “questo non si fa” ecc. ed è veramente pesante. Una lezione fondamentale che ho appreso al corso pre-parto è stata proprio che non bisogna farsi condizionare dagli altri e non bisogna farsi sommergere dal invadenza di parenti e amici. Ogni bimbo è a se come ogni mamma e ogni papà, solo vuoi riuscirete a capire cos’è meglio per lui.

E lasciatemi dire una cosa…I BAMBINI NON PIANGONO SOLO PERCHE’ HANNO FAME!!!

In questi mesi le frasi che ho sentito di più sono: “guarda che ha fame.” “sicuramente deve mangiare.” “da quant’è che non lo attacchi al seno?” e qualche volta anche “ma non è che lo devi cambiare?”

Per tutti i nonni, zii, bisnonni e così via, lasciate aria, spazio alla mamma e al papà, non preoccupatevi, già ci sono loro che si preoccupano abbastanza pensate a godervi (magari pochi e brevi ma accontentatevi per adesso) i momenti in cui siete con il piccolo senza ROMPERE LE SCATOLE! Questo detto con molto affetto ovviamente.

Passando a cose più pratica, la mia “salvezza” in questo primo periodo l’ho trovata nel uscire di casa il più possibile. Invece di trascorrere giornate interminabili da sole in casa, credetemi anche se vi fa paura perché noi mamme pensiamo sempre al peggio (e se quando sono fuori mi rubano tutti i pannolini e lui si sommerge di c…?) uscire è la salvezza. Fuori la maggior parte dei bambini si addormenta nel passeggino senza problemi e ormai tantissimi locali sono attrezzati di fasciatoio, senza contare che non dovete aver nessun timore ad allattare in pubblico perché è una cosa naturalissima.

Ogni giorni che passa mi sento un pochino più sicura e più innamorata del mio piccolo.

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