Il potere dei cartoni animati

Cosa sono i cartoni animati?

Tecnicamente parlando è un’opera audiovisiva d’animazione. Vengono realizzati per il cinema, la televisione, per il mercato home video e anche per il web.

Sul dizionario si trova scritto che l’espressione cartone animato si usa per indicare ogni tipo di film d’animazione, cioè realizzato con una particolare tecnica cinematografica.

La materia prima del cartone animato può consistere, non solo in disegni, anche in pupazzi, oggetti, cartoncini, materia plastica, figure ritagliate che anch’essi si animeranno sullo schermo.

Tramite i cartoni animati si produce una nuova realtà inventata, ottenuta dalla scomposizione e dalla ricomposizione del movimento delle figure.

La tecnica che mi è sempre piaciuta di più è il film d’animazione realizzato senza cinepresa, disegnando ogni singolo fotogramma in successione, in modo da ottenere il movimento.

L’avvento dei computer ha introdotto numerose novità e ha facilitato ed accelerato la produzione di film d’animazione. Una via di mezzo sono i cosiddetti film a tecnica mista.

Le tre fasi principali della realizzazione di un cartone animato sono: pre-produzione, produzione e post-produzione.

La pre-produzione comprende le lavorazioni caratterizzate dall’ideazione degli elementi costitutivi dei cartoni animati.

La produzione è la lavorazione diretta connessa all’animazione del cartone.

Durante la post-produzione avviene l’assemblaggio finale dei fotogrammi del cartone animato.

Storia dell’animazione.

Il primo cortometraggio animato risale al 7 Aprile 1906, si deve al regista, produttore e attore di origine inglese James Stuart Blackton.

Realizzato con la tecnica dello stop motion “Humorous Phases of Funny Faces”, si trattava di un rudimentale ma pur sempre riuscito tentativo, di animare diversi personaggi disegnati con il gesso su una lavagna.


Nel 1908 Émile Cohl realizzò quello che può essere considerato il primo vero cartone animato dal titolo Fantasmagorie. Un cortometraggio di circa due minuti che richiese ben tre mesi di lavorazione e la realizzazione di 700 disegni, utilizzo una tecnologia un po’ più complicata cioè la fantasmagoria che si avvaleva della lanterna magica per proiettare una serie di immagini in rapida successione.

Il famosissimo Steamboat Willie uscì nel 1928 diretto da Walt Disney e Ub Iwerks. Fu il primo corto della serie a venire distribuito, e per questo viene spesso considerato l’esordio dei personaggi di Topolino e Minni, inoltre è il primo cartone animato a presentare una colonna sonora con musiche, effetti sonori e dialoghi completamente sincronizzata. Questo primato però appartiene a Dinner Time della Van Beuren Studios che uscì nello stesso anno ma non ebbe successo di pubblico.

La vera rivoluzione nel mondo dell’animazione risale al 1995, con il lungometraggio Toy Story. Fino ad allora l’animazione 3D era servita solo da complemento alle altre tecniche: venivano animati in 3D solo alcuni elementi all’interno di un cartoon. Toy Story è invece il primo film realizzato interamente in CGI (computer generated imagery). È un successo seguito a ruota da A Bug’s life e Z la formica. L’animazione tradizionale accusa il colpo: il pubblico segue numeroso le nuove produzioni. Arrivano sugli schermi successi come Shrek, L’era glaciale e Monsters & Co. Il successo è dovuto alla tecnologia? «Nessuna tecnologia potrà mai trasformare una cattiva storia in una buona storia. Né una tecnologia, per quanto stupefacente, può intrattenere un pubblico per più di cinque minuti senza una storia affascinante», spiega Steve Jobs, il fondatore della Pixar che ha prodotto Toy Story, Monster & Co., Alla ricerca di Nemo e Gli incredibili.

Dal 1937 la Walt Disney Pictures ha iniziato a realizzare lungometraggi d’animazione. Lo studio principale dedicato alla produzione di film d’animazione è l’attuale Walt Disney Animation Studios.

Gli animatori.

E’ una professione che richiede molto impegno, estro, creatività e conoscenze di computer grafica. Bisogna apprezzare molto i cartoni animati e tutto il lavoro che si trova alla base di essi.

Gli animatori si occupano della creazione di immagini di film d’animazione, con l’ausilio di disegni e dei vari programmi di grafica.

A non tutti piacciono…ma a me si!

Come molte cose, la televisione e i cartoni animati sono oggetto di accusa per via della loro componente passiva, ma anche per i sospetti che non possano educare propriamente i bambini con i loro contenuti. In molte opere animate prodotte dalla Disney, ad esempio, non esistono genitori o guide parentali ma più tosto matrigne, streghe e soprusi che opprimono organi e creature indifese.

Ma queste scelte derivano dalle fiabe dei fratelli Grimm che racchiudono concetti della trasformazione e vedeva nei protagonisti i rivoluzionari, capaci di agire per il cambiamento dell’America del ‘29.

Partendo da questo esempio possiamo già dedurre che i cartoni animati possono avere un ruolo educativo e possono insegnare tanto.

I bambini percepiscono il mondo in modo diverso e le fiabe aiutano sicuramente a capire dinamiche complesse della vita.

Sta a noi genitori sfruttare al meglio e nel modo corretto questo mezzo, ad esempio un bimbo trai i 12 e i 24 mesi non dovrebbe stare più di 15-20 minuti al giorno davanti allo schermo.

Molto importanti sono i contenuti proposti, che devono essere il più possibile aderenti alle capacità interpretative dei bambini.

Per conto mio i cartoni animati sono bellissimi anche da adulti, ho sempre desiderato diventare un animatrice.

Ho preso il diploma di grafica pubblicitaria e dopo ho continuato a frequentare l’istituto d’arte grazie al corso di perfezionamento post diploma. Nel percorso di studi era compresa anche una veloce infarinatura del mondo dell’animazione, oltre alle lezioni molto interessanti sul software Maya 3D di Autodesk, organizzarono tre incontri con diversi animatori Disney. Una cosa fantastica, ne rimasi veramente impressionata, tre persone stupende che parlavano di cose meravigliose. Oltre tutto sembravano molto più giovani della loro età, vivere a contatto con il mondo animato è una specie di elisir di giovinezza.

Mi piacciono i film e i lungometraggi d’animazione, non i cartoni animati che passano in TV, di quelli se ne salvano ben pochi. I personaggi non sono realizzati accuratamente e tutto sembra essere lasciato più al caso, alla moda del momento.

Sicuramente è una passione che mi accompagna fin da piccola, in famiglia l’uscita di un nuovo film Disney o Pixar era (ed è tutt’oggi anche se iniziamo ad essere tutti grandicelli) tradizione vederlo tutti insieme, un momento semplice che rafforzava la nostra unione.

Non vedo l’ora che nasca Emanuele, quando verso i 2/3 anni inizierà ad interessarsi a tutto questo e io sarò lì accanto a lui, affascinati da questo mondo eccezionale realizzato apposta per farci crescere e sognare.

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