Il desiderio più grande

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Fin da piccola ho sempre sognato di avere il primo figlio tra i 20 e i 25 anni, di questo ne ero convinta, pensavo che sarebbe stata l’età migliore sia per me che per il mio piccolo. Certo non sempre le aspettative coincidono con la realtà soprattutto se devi tener conto di vari fattori come: trovare la persona giusta, un lavoro e una casa in cui vivere.

Conobbi il mio fidanzato (Samuele) nel 2011, lui già lavorava mentre io avevo appena finito il liceo e stavo iniziando un corso di specializzazione.

Finito il corso erano passati due anni e la storia stava diventando sempre più importante, infatti non appena trovai lavoro andammo a vivere insieme.

Qualche mese fa ho iniziato a parlargli del mio desiderio di diventare mamma, inizialmente lui faceva il vago non si sbilanciava più di tanto ma dopo poco, una sera, mi disse di sentirsi pronto, di sentire anche lui il desiderio di avere un bambino insieme. Non so il perché ma avevo il terrore che non sarei rimasta incinta facilmente, quando a Febbraio dopo i primi tentavi feci il test e risultò negativo ci rimasi malissimo perché mi sembrò la conferma delle mie paure, e invece mi sbagliavo di grosso… Il mese dopo cambiandomi nello spogliatoio del lavoro mi sfiorai la pancia e sentì come un brivido, una scossa, qualcosa mi fece capire che forse era successo, forse potevo sperarci!

Il giorno del test non riuscì ad aspettare che il mio compagno tornasse da lavoro e lo feci insieme a mia sorella. Le mani mi tremavano e avevo il cuore a mille, lasciai il test sul lavandino ed andai in salotto ad aspettare insieme a lei.

Quando ho visto le due lineette magiche mi è scoppiato il cuore, piangevo e ridevo allo stesso tempo, una sensazione indescrivibile mentre mia sorella con le mani che svolazzavano in qua e là,  tutta sconvolta continuava a ripetere: “Non sono pronta per diventare zia!”

Ho passato tutto il resto del pomeriggio a fantasticare mentre mi accarezzavo la pancia, finalmente alle 17.30 è tornato Samuele e non ho dovuto dirgli niente, appena è entrato in casa, dal mio sguardo, ha capito che sarebbe diventato papà. Certo gli avrebbe fatto piacere fare il test insieme però mi conosce bene e sa benissimo che era troppo grande la mia curiosità per riuscire ad aspettare.

Passata l’euforia del momento devo ammettere che un po’ di domande ce le siamo fatte, magari avevamo fatto tutto troppo di fretta, magari potevamo aspettare e se non fossimo davvero pronti? eravamo davvero sicuri che saremmo riusciti a crescere un bambino?  In realtà  le risposte a tutte le varie domande non le abbiamo tutt’ora e penso che non le avremo mai, però siamo felici, felici per davvero. Non vediamo l’ora di sentire le sue manine toccare le nostre, di potergli dare un bacio. Sarà difficile anzi difficilissimo e molte volte penseremo di impazzire, di non farcela ma credo che succeda a tutti. Non importa se si ha venti, trenta o quarant’anni la cosa importante è desiderarlo davvero con tutto il cuore.

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